I casi dei bambini nati sani e i laureati in medicina che … hanno sbagliato professione – L’inchiesta – 8 MAR 17

I casi dei bambini nati sani e i laureati in medicina che … hanno sbagliato professione

di Lino De Angelis

L’angosciante rivelazione della Mamma che dal medico (Maiuscola e minuscola evidenziate,nel caso specifico, sono d’obbligo) si sente apostrofare con “Non mi rompa…” non sorprende moto chi è a conoscenza di episodi molto ma molto più gravi, aventi per protagonisti sempre Mamme e medici. Nella ormai trentennale storia del Centro di Aiuto alla Vita di Cassino sono numerosi i casi in cui medici specialisti (la m e la s in maiuscolo proprio non si riesce a digitarle) hanno emesso diagnosi che al vaglio di seri e preparati Medici di alta professionalità si sono rivelate completamente campate in aria. Ma tre sono i casi più eclatanti che le operatrici del CAV di Cassino mai dimenticheranno.

Nel primo caso era stata diagnosticata la nascita di una bambina anancefalica (che sarebbe, cioè, nata senza cervello) e al verdetto era seguita la domanda del seguente tenore: signora, se la sente di portare avanti la gravidanza? Naturalmente no, hanno pensato i due coniugi; quindi l’avvio della pratica per l’aborto. Il caso viene a conoscenza della Direttrice del Centro. Nonostante siano le 20 del 31 dicembre parte la telefonata per il Dr. Giuseppe Noia, Primario al Policlinico Gemelli di Roma. Pino Noia risponde, sta per uscire per il cenone di fine anno, ma fissa l’appuntamento per le ore 10 del 2 gennaio; prima, per il giorno di Capodanno, problemi tecnici non lo avrebbero proprio reso possibile. I due genitori accettano il consulto, sia pure con estremo scetticismo, e vengono accompagnati a Roma. Risultato? Il Dr. Noia, al termine di accurata visita e di esami diagnostici emette con i suoi modi semplici, cordiali dice: “Nascerà una bambina sanissima e bellissima”. Comprensibile la riserva mentale degli interessanti, ma specialmente del padre che è restato scettico per tutto il periodo della gestazione e fino al giorno della nascita della bambina e che non perdeva occasione di preannunciare minacce varie. Oggi quella “bambina”, nata a Roma proprio nel Reparto diretto dal Dr. Noia, è una splendida ventenne e se non ci fossero comprensibili e dovuti problemi di riservatezza lo si potrebbe dimostrare pubblicando qualche foto.

Il secondo caso, simile al primo, si è verificato qualche anno dopo con analoga diagnosi, gli stessi timori, l’identico ricorso al Dr. Noia, lo stesso viaggio a Roma e, soprattutto, il medesimo risultato. Sono trascorse solo poche settimane dal giorno in cui una mamma si rivolge al CAV perché, dopo una visita ginecologica, le era stato preannunciato che il bambino, con tantissime probabilità, sarebbe nato con serissimi problemi fisici e mentali. Ancora una volta un viaggio a Roma, questa volta non al “Gemelli”ma nello studio privato del Dr. Noia, nei pressi dell’Ospedale.

Quando i due genitori escono, sono rilassati, mostrano un volto sorridente e annunciano raggianti:nascerà un bambino e sarà perfettamente sano.

Sia i casi di cui il Centro di Aiuto alla Vita è stato protagonista, sia l’ultimo, quello del medico che tratta in malo modo quella Mamma fanno rifletere seriamente e come non concludere che, purtroppo, non sono pochi i soggetti (maschi e femmine)laureati in medicina che sicuramente hanno sbagliato quello che per loro è un mestiere come un altro?

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