“Pillola dei 5 giorni dopo anche alle minorenni”. 11 Ottobre 2020. Il Giornale

L’Agenzia del farmaco dà l’ok: potrà essere venduta senza prescrizione. È già polemica

di Serena Sartini

Senza ricetta anche alle minorenni. Via libera alla pillola dei «5 giorni dopo», EllaOne, il farmaco utilizzato per la contraccezione di emergenza fino a cinque giorni dopo il rapporto.

Ad aprire a tale possibilità è stata l’Agenzia Italiana del Farmaco, sottolineando che «si tratta di uno strumento altamente efficace per la contraccezione d’emergenza per le giovani che abbiano avuto un rapporto non protetto, entro i 5 giorni dal rapporto». «A mio avviso ha affermato il direttore generale Aifa, Nicola Magrini – è anche uno strumento etico in quanto consente di evitare i momenti critici che di solito sono a carico solo delle ragazze. Voglio sottolineare che si tratta di contraccezione di emergenza e che non è un farmaco da utilizzare regolarmente».

«Questa decisione dell’Aifa continua in maniera imperterrita a rilanciare un messaggio di futilità e di irresponsabilità dice al Giornale il prof. Giuseppe Noia, ginecologo, docente di medicina prenatale e responsabile Hospice Perinatale del Policlinico Gemelli – proponendo un tipo di soluzione al possibile concepimento che non può essere definito contraccettivo, ma è abortivo, perché i dati scientifici ci dicono che 5 giorni dopo il concepimento è già embrione di 7-10 cellule. È una banalizzazione della sessualità e della fecondità, pensando che ciò che è piccolo non ha nessuna percezione. Ma sempre di aborto si tratta».

Al momento dell’acquisto in farmacia, il medicinale sarà accompagnato da un foglio informativo con lo scopo di promuovere una contraccezione informata ed evitare un uso inappropriato della contraccezione di emergenza. «La contraccezione, di cui la pillola anticoncezionale rappresenta una possibile opzione prosegue l’Agenzia del Farmaco – consente a tutte le donne di programmare una gravidanza e, più in generale, la propria vita».

La decisione arriva dopo le polemiche dei mesi scorsi sulla pillola abortiva Ru486, il cui utilizzo ha subito modifiche in seguito alle linee guida emanate dal ministero della Salute e che prevedono l’estensione dell’utilizzo da 7 a 9 settimane e l’esclusione del ricovero obbligatorio. Una decisione fortemente contestata dalla Regione Piemonte, dove la giunta Cirio vorrebbe vietare la somministrazione della pillola nei consultori e lo stop alla distribuzione in Day Hospital fino alla fine dell’emergenza Covid. Polemiche anche in Umbria dove la presidente di centrodestra, Donatella Tesei, ha disposto che non sarà possibile assumere la Ru486 in day hospital, ma solo con un ricovero di tre giorni in ospedale.

«Nella delibera dell’Aifa – spiega al Giornale il prof. Antonio G. Spagnolo, docente di Bioetica dell’Università Cattolica del Sacro Cuore – c’è scritto che all’atto della vendita del farmaco ci saranno anche le istruzioni per spiegare il significato della contraccezione informata ed efficace ed evitare un uso inappropriato: ma chi aiuterà le adolescenti a capire quale è l’uso appropriato e se sarà efficace? E soprattutto saranno informate anche di tutti i meccanismi con cui agisce il farmaco, e cioè non solo il blocco dell’ovulazione per impedire la fecondazione ma anche il possibile meccanismo microabortivo quando si assume il farmaco quando l’ovulazione è già avvenuta? Purtroppo, come per l’Ru486 conclude l’esperto – anche qui c’è l’orientamento da parte della società di lasciare sole le donne in momenti molto delicati come quelli che possono seguire ad un rapporto sessuale magari occasionale».

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